Anomalie
dell’
orecchio

Anomalie dell’orecchio

Le anomalie dell’orecchio sono malformazioni congenite, ossia presenti dalla nascita. Sono molto numerose e con una varietà di quadri clinici: possono interessare infatti tutto o solo parzialmente il padiglione auricolare. La più comune, anche se non frequente poiché si verifica in misura di 1/8.000 nascite, è la microtia, termine che deriva dal greco MICRO (piccolo) e OTOS (orecchio), che colpisce generalmente un singolo orecchio ed è caratterizzata da un ridotto sviluppo del padiglione auricolare.

Esistono diversi tipi di microtia classificati in base alla deformità:

Grado I: l’orecchio ha una struttura che ricorda un orecchio normale, ma è leggermente più piccolo con un condotto uditivo molto stretto, ma funzionale
Grado II: l’orecchio è sviluppato solo per un terzo ed ha un canale uditivo ridotto o assente nonostante sia presente la sporgenza di cartilagine posta proprio davanti al canale stesso (trago)
Grado III: il padiglione è rappresentato da un abbozzo di cartilagine e non c’è il canale uditivo od il timpano
Grado IV: manca l’intero orecchio ed il canale uditivo (anotia)

Questo tipo di malformazione congenita crea un profondo disagio psicologico nel paziente, ma anche nei familiari in particolar modo quando accompagnata da sordità nel caso in cui colpisca entrambe le orecchie od associata ad altre malformazioni facciali come la disostosi mandibolare.

La chirurgia maxillo facciale gioca un ruolo chiave nel trattamento delle malformazioni congenite dell’orecchio come la microtia grazie alla perfetta conoscenza di questa area anatomica ed alla padronanza di tecniche chirurgiche volte a ricostruire l’area colpita ripristinando funzionalità ed estetica.

Gianpaolo Tartaro – Chirurgo Maxillo-Facciale

Da oltre venticinque pratico con passione e dedizione la chirurgia maxillo-facciale. L’esperienza maturata in ambito universitario ed ospedaliero nella mia città natale, Napoli, come Direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia Maxillo Facciale dell’Università della Campania e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo Facciale presso l’Università degli Studi Luigi Vanvitelli, mi ha consentito di affinare la mia manualità, di approcciare tecniche chirurgiche innovative, di acquisire destrezza nel comprendere e gestire le complicanze senza mai tralasciare l’importanza d’instaurare sempre un rapporto umano e di fiducia con il paziente.

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Sintomi della microtia

  • Orecchio esterno malformato
  • Orecchio esterno assente (anotia)
  • Dimensioni dell’orecchio esterno più piccole rispetto alla norma
  • Deformità di vario grado della mandibola (ipoplasia)

Cause e fattori di rischio della microtia

Le cause della microtia, per la sua bassa incidenza, sono spesso ignote, ma esiste una predisposizione familiare o può essere dovuta a mutazioni genetiche nelle forme isolate. Esistono però dei fattori di rischio di sviluppare questa malformazione nelle donne in gravidanza quali:

  • Età > 35 anni
  • Diabete
  • Malattia acuta contratta durante la gravidanza
  • Assunzione di farmaci contenenti isotretinoina
  • Carenza di acido folico
  • Consumo insufficiente di carboidrati

Come intervengo in caso di microtia

Per valutare se sia possibile intervenire chirurgicamente è fondamentale eseguire alcuni esami di diagnostica nei seguenti periodi di vita del bambino:

  • Prime settimane di vita: esame dei potenziali evocati per rilevare la presenza e la tipologia di deficit uditivo o di una sordità.
  • 3 anni – TAC senza mezzo di contrasto, in leggera sedazione o una TAC Cone Beam, per avere conferma dell’idoneità del bambino alla correzione della malformazione e dell’eventuale mancato sviluppo dell’orecchio medio e interno

Il trattamento per la microtia comporta la ricostruzione chirurgica dell’orecchio esterno, del canale uditivo e del timpano. Normalmente mi è possibile procedere con la chirurgia correttiva solo a partire dai 9-10 anni. A seconda del caso posso optare fra diverse tecniche chirurgiche quali la cartilagine costale, impianti di materiale plastico poroso (Medpor), protesi auricolare o combinando le tre.
Quando non mi è possibile correggere chirurgicamente per assenza di apertura esterna al condotto uditivo (atresia) applico un piccolo apparecchio acustico che faccio aderire all’osso.

Le complicanze post intervento

La chirurgia del padiglione quando viene eseguita bene può dare nella maggior parte dei casi buoni risultati estetici con la creazione di un orecchio molto simile per forma e dimensioni a quello controlaterale normale. Tuttavia la ricostruzione del padiglione è una chirurgia molto delicata ed in percentuale ridotta può presentare delle complicanze di varia entità. Tra le maggiori vi sono l’infezione con riassorbimento della cartilagine e la necrosi della cute con esposizione del modello cartilagineo. Tra le minori vi sono aree di alopecia nel cuoio capelluto, riaccollamento dell’angolo dell’orecchio, formazioni di cicatrici di cattiva qualità ed appiattimento dei contorni cartilaginei.

Dove ricevo

Napoli

Studio Privato
Via Mergellina 32
80122 Napoli

Caserta

Clinica Iatropolis
Via G. De Falco 23
81000 Caserta

Lecce

Clinica San Francesco
P.zza Cesari Fortunato 4
73013 Galatina (Lecce)